Intervista a Leena Jääskeläinen

Leena Jääskeläinen, cavaliere del lavoro in Scienze Motorie ed Educazione Fisica, intervistata da Tiina Arrankoski.


Dottoressa Jääskeläinen, abbiamo saputo che Lei ha proposto il cammino con bastoni come attività fisica nelle scuole già negli anni ‘60 - esattamente quando e dove?


“Sì, l'ho provato con i miei allievi quando lavoravo come insegnante di Educazione fisica al ginnasio di Viherlaakso nel 1966.”


Come Le è venuta l'idea di provarlo?


“Allora ero un’attiva sciatrice e già nei miei allenamenti durante i periodi senza neve utilizzavo i bastoni come facevano i fondisti, soprattutto negli esercizi in salita. Visto che nel magazzino della scuola dove insegnavo c'era tutta l'attrezzatura per lo sci di fondo che di solito veniva usata relativamente poco, decisi di servirmi dei bastoni per un utilizzo più ampio. In questo modo riuscivo a rendere le lezioni di educazione fisica più efficaci e diversificate. Utilizzavo i bastoni anche per fare vari esercizi di ginnastica.”


Sa se in quel periodo, oppure magari anche prima, c'erano altri insegnanti che utilizzavano o sperimentavano il cammino con bastoni o gli esercizi con i bastoni nelle scuole come forma di attività fisica?


“Non ho nessuna informazione al riguardo. Ma potrebbe benissimo essere che non ero l'unica: tra gli insegnanti di educazione fisica c'erano tanti sciatori attivi - oppure ex sciatori - e l'allenamento estivo con i bastoni sicuramente lo conoscevano.”


Lavorando come docente nella facoltà di Scienze Motorie all'Università di Jyväskylä 1968-71, ha inserito anche lì il cammino con bastoni e la ginnastica con i bastoni nel programma?


“Sì, il cammino con bastoni lo utilizzavo spesso come forma di riscaldamento oppure come allenamento complementare. Ero la prima docente responsabile delle discipline outdoor per le donne nella nuova facoltà di Scienze Motorie di Jyväskylä e perciò ero interessata a sviluppare e sperimentare qualsiasi novità.”


Ha fatto promozioni per il cammino con bastoni anche mentre lavorava come Ispettore capo dell’Educazione fisica per il Ministero dell’Istruzione dal 1973 al 1991?


“Sì, il cammino con bastoni da sci era una delle “discipline” da me proposte durante le giornate di aggiornamento per gli insegnanti sul tema: "Nuove idee per l'attività fisica nelle scuole". In quel periodo, in particolare le ragazze, erano portate a camminare durante le lezioni di Educazione fisica, perciò l'idea di rendere la camminata più efficace utilizzando i bastoni aveva senso e meritava di essere promossa. Una rete televisiva (MTV) aveva creato una breve presentazione di questa iniziativa in un programma sportivo, trasmettendo una mia intervista e una dimostrazione pratica con delle ragazze del ginnasio di Myyrmäki.”


Per quanto Lei sappia, quanti insegnanti inserivano il cammino con bastoni nei programmi di attività fisica scolastica o lo sperimentavano e con che tipo di successo?


“Purtroppo non esiste una statistica su questo. Ma sicuramente molti insegnanti almeno lo provavano e alcuni anche piuttosto regolarmente. In particolare negli istituti sportivi all'inizio di anni ‘90 la disciplina cominciava ad essere già conosciuta.


La prima apparizione documentata del cammino con lo stile del Nordic Walking in un evento pubblico è la Sua partecipazione alla Finlandia Kävely (“Camminata Finlandia”) nel 1987: può raccontare qualche dettaglio?


“Mi ero messa d’accordo di camminare lungo il percorso – di 36 km! – con alcuni uomini in buona forma, come Tuomo Jantunen e Osmo Niemelä (presidente della Federazioni di Orienteering). Decisi di munirmi dei bastoni per due ragioni: fare pubblicità al cammino con i bastoni e riuscire a stare al passo con i miei compagni. Così potevo durante la camminata fare del lavoro promozionale dimostrando come con l’aiuto di bastoni si può aumentare la velocità del cammino e renderlo più efficace. Lo facevo anche provare ai partecipanti durante il percorso. Ai giornalisti che mi guardavano con curiosità esclamai: “Sarà la disciplina del futuro!”


Lei partecipò anche alla marcia di inaugurazione della statua di prof. Tahko Pihkala nel 1988, che è considerata la prima camminata di gruppo di Nordic Walking?


“Ero presente all’evento, ma non partecipai alla marcia. Ero il presidente dell’Associazione Tahko Pihkala e del Comitato della statua e mi stavo preparando per la trasmissione radio mentre gli altri stavano camminando.”


Quando il termine “sauvakävely” cominciò ad essere di uso comune?


“Ancora agli inizi del ’90 la terminologia non era chiara e noi discutevamo nell’ambito dell’associazione Tahko Pihkala – della quale facevo il presidente in quell’epoca – su quali potessero essere le alternative. Allora, secondo noi, il termine “sauvakävely” (cammino con bastoni) si poteva utilizzare quando i bastoni venivano impiegati nella riabilitazione, come ausilio alla deambulazione, mentre ritenevamo che il termine “sauvaharjoittelu” (allenamento con bastoni) o “sauvaliikunta” (attività fisica con bastoni) fosse più adatto per una forma di attività fisica. Comunque, sempre nei primi anni ’90, il termine “sauvakävely” ben presto entrò a far parte del linguaggio comune.

Alla fine quello che importa è che tutti sappiano di che cosa si tratta!”


Lei pensa che il termine “Nordic Walking” sia adatto a descrivere questo “suomalainen sauvakävely” (cammino con bastoni finlandese)?


(Il termine “Nordic Walking” venne coniato nel 1997 in Finlandia, anno in cui vennero prodotti e presentati i primi bastoncini specifici per questa disciplina. In Finlandia, nel linguaggio comune, si utilizza ancora adesso il termine “sauvakävely”. N.d.r.)


“Assolutamente sì! Ma naturalmente un po’ mi dispiace che troppo tempo sia trascorso, dagli anni ’60 e dalle prime promozioni, prima che questa disciplina diventasse una popolare e conosciuta forma di attività fisica. D’altra parte, la parola “Nordic” fa pensare che fosse un’invenzione dei paesi nordici, anche se le sue origini sono unicamente finlandesi. Perché non si poteva chiamarlo per esempio Finnish Walking?”


Il Nordic Walking in pratica sta adesso conquistando tutto il mondo ed è in continua crescita, Lei come si sente ad essere considerata uno dei pionieri della disciplina?


“Nessuna somma di denaro potrebbe eguagliare le sensazioni che provo quando vedo un praticante di Nordic Walking. Sono particolarmente felice quando si tratta di gente comune e di anziani: nessuno dovrà più provare vergogna muovendosi con i bastoncini – almeno non in Finlandia. Il mio desiderio è che rimanga una forma di attività fisica per tutti e non venga trasformata in una disciplina agonistica.

Mi sono qualche volta domandata se il Nordic Walking sarebbe mai diventato un’attività per tutti, per la gente comune, senza il mio contributo – ma non avrò mai la risposta. La mia fortuna è stata che ho avuto, sia nel mio lavoro vero e proprio che in quello di volontariato, una posizione che mi ha permesso di promuovere questa disciplina.”


La ringraziamo tantissimo, dottoressa Jääskeläinen, sia per questa intervista, sia per quello che ha fatto per il Nordic Walking!





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Leena Jääskeläinen

Leena Jääskeläinen pratica il Nordic Walking attivamente anche oggigiorno.

Leena Jääskeläinen alla Finlandia Kävely nel 1987: “Sarà la disciplina del futuro!”

(Foto di Björn Holmberg)

Notizie di “sauvakävely” sul principale giornale finlandese Helsingin Sanomat negli anni 1993-1995 (www.hs.fi/arkisto).

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L’articolo di tre pagine di Anne Sällylä sul cammino e sul cammino con bastoni (sauvakävely) nella primavera 1997.

(Copy courtesy of Suomen Latu)

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